L’asparago bianco di Bassano del Grappa è famoso in tutto il mondo, ma non tutti conoscono la sua “rocambolesca” storia: scopriamola insieme

Anche quest’anno Piazza Libertà a Bassano ha ospitato la “Mostra-Concorso Asparago Bianco di Bassano DOP”, un’occasione per celebrare il prodotto ortofrutticolo per eccellenza del nostro territorio. Infatti, l’asparago bianco di Bassano del Grappa nel 2007 ha ottenuto il prestigioso marchio di qualità DOP.

Questo ortaggio ha delle peculiarità che lo differenziano da tutti gli altri asparagi. Di colore bianco, è lungo tra i 18 e i 22 cm e ha un diametro centrale minimo di 11 mm. Il fusto è dritto, tenero, la punta morbida e affusolata, l’aspetto e l’odore freschi.

In cucina l’asparago bianco di Bassano è conosciuto in tutto il mondo.

Il suo gusto delicato si abbina piacevolmente con molti prodotti, dalla carne al pesce, passando per la pasta e in particolare per il riso. Tuttavia, il piatto per eccellenza della tradizione culinaria bassanese è “ovi e sparazi”, ossia uova sode e asparagi, conditi con un pizzico di sale, pepe e un filo d’olio. Un piatto semplice, ma che nel tempo si è fatto apprezzare come una vera e propria prelibatezza.

Eppure, se facessimo un passo indietro, scopriremo che questo prodotto per molti secoli è stato utilizzato per tutt’altri scopi.

L’asparago infatti venne qualificato nel XVIII secolo da un certo Carlo Linneo, uno scienziato e ricercatore svedese. Questi denominò l’ortaggio come Asparagus officinalis. Il termine officinalis stava ad indicare le caratteristiche officinali della pianta, ovvero le sue qualità terapeutiche. Documenti e testimonianze parlano della sua presenza già nell’antica Mesopotamia (da dove sembra provenire), in Egitto e a Roma. A partire dal ‘200 d.c. si diffuse in Italia e in Europa.

Altrettanto antico è il suo legame con la città di Bassano. E come per tutte le storie più belle, la storia dell’asparago bianco è stata tramandata di bocca in bocca nel corso dei secoli, avvolta da un’aura di leggenda e di mistero.

Siamo nel 1500 circa e nel comprensorio di Bassano una violenta grandinata aveva devastato i campi di asparagi, spezzando il fusto delle piante all’epoca lasciate fuoriuscire da terra. Un contadino disperato, un po’ per caso e un po’ per necessità, decise allora di raccogliere ciò che rimaneva dell’ortaggio, ovvero quello che era rimasto sottoterra. Così, si accorse che quel fusto bianco era tenero, morbido, ma soprattutto buono.

Da quel giorno i contadini cominciarono a raccogliere gli asparagi prima ancora che spuntassero da terra. E l’asparago bianco di Bassano divenne il piatto che oggi tutti conosciamo e che tutti ci invidiano.

A prova che talvolta dagli eventi negativi nascono le cose migliori!

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