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Il nuovo anno inizia alla grande per Living Bassano: vi proponiamo 5 tour per scoprire la nostra città e il territorio circostante

Siamo orgogliosi di presentarvi un’iniziativa che ha preso piede con il nuovo anno: i tour di Living Bassano!

Bassano del Grappa è annoverata tra “i Borghi più belli d’Italia” e da sempre attrae flotte di turisti alla scoperta delle bellezze del luogo, della sua storia e dei suoi prodotti tipici. Situata ai piedi del Massiccio del Grappa e lungo le sponde del fiume Brenta, la nostra città è stata un importante snodo commerciale nei secoli della Repubblica di Venezia ed epicentro della Resistenza contro gli austriaci nel corso della Grande Guerra.

A metà del XVIII secolo a Bassano sorgeva la più grande stamperia d’Europa: le stampe e i libri dei Remondini arrivavano fino in Moscovia e nelle Americhe

Viviamo in un periodo storico in cui il prodotto cartaceo è stato per gran parte sostituito da quello digitale.

Siamo nell’era delle app, dell’ebook, di Facebook ed Instagram.

Oggi nascono startup che offrono servizi innovativi e tecnologici e alcune di queste raggiungono anche un notevole successo.

Il pittore bassanese è stato tra i principali esponenti dell’arte veneta del XVI secolo, insieme a Tiziano, Veronese e Tintoretto. Al Museo Civico sono esposte le sue opere e quelle dei figli

Jacopo da Ponte (1515-1592), anche conosciuto come Jacopo Bassano per via della sua città natale, è stato uno dei pittori più importanti del cinquecento veneziano. Figlio di Francesco, detto il Vecchio, proviene da una famiglia di artisti. Anche i suoi figli, Francesco, Giambattista, Leandro e Gerolamo intraprenderanno la strada di papà e nonno.

“Sconfinamenti” è il titolo della sesta edizione di Bassano Fotografia, evento che riunisce le opere di fotografi locali ed internazionali in diverse sedi sparse nel centro storico della nostra città

Sconfinamenti: una parola che porta con sé la volontà di andare oltre, di superare i confini e i limiti della nostra società e del nostro tempo. Sconfinamenti si traduce in un viaggio alla scoperta di nuovi orizzonti, non solo fisici, ma anche e soprattutto mentali. Il traguardo finale è quello di tornare arricchiti nello spirito e di saper cogliere la vera essenza della realtà che ci circonda.

Il Cuco e la Bossa Buffona sono i simboli dell’arte popolare veneta e di una lunga tradizione legata alla produzione della ceramica a Bassano del Grappa

Sapete cosa sono il Cuco e la Bossa Buffona?

Nominare questi due “curiosi manufatti” significa scavare nell’origine di una delle forme d’artigianato che hanno fatto la fortuna di Bassano del Grappa e della vicina Nove. Già, perché il Cuco e la Bossa Buffona non sono soltanto degli oggetti in ceramica, ma raccontano il lato magico e divertente di un popolo.

Ma procediamo con ordine.

Per tutta l’estate la città di Bassano offre un ricco programma di eventi culturali, ospitando artisti provenienti da tutto il mondo

Se nei precedenti articoli vi ho raccontato Bassano sotto la lente della movida notturna e dello sport è arrivato il momento di raccontare la nostra città attraverso un altro punto di vista. Infatti, Bassano offre una vasta offerta sul piano dell’intrattenimento culturale, a partire dalla programmazione di Operaestate Festival Veneto, manifestazione che si svolge da giugno a settembre all’interno delle mura cittadine e nei paesi limitrofi.

Un susseguirsi di appuntamenti con artisti di fama nazionale ed internazionale che operano nel mondo dello spettacolo, dal teatro alla danza passando per la lirica. Gli eventi avranno luogo in ambientazioni suggestive, come il Castello degli Ezzelini o in Piazza Libertà, ma anche nei teatri e nei musei, nelle ville storiche e nei parchi pubblici.

Il legame tra Bassano e l’arte orafa ha origini antichissime.

I primi manufatti risalgono al periodo paleoveneto. Tuttavia, l’artigianato orafo fiorì in epoca longobarda. Nel Rinascimento, l’abilità dei maestri orafi di Bassano era molto apprezzata dai nobili veneziani e dalla Chiesa, che periodicamente richiedeva la realizzazione di oggetti e gioielli preziosi. Con l’aumentare della committenza, si moltiplicarono anche le botteghe: un’escalation produttiva che arriva fino al 1800. In piena Rivoluzione Industriale iniziarono a sorgere vere e proprie aziende, di piccole dimensioni e generalmente a conduzione famigliare.

Tutto il resto è storia recente: la qualità dell’industria orafa bassanese è riconosciuta in Italia e nel mondo.

Per cinque mercoledì consecutivi la nostra città sarà animata da spettacoli ed eventi culturali, mentre i negozi rimarranno aperti fino a tarda sera

Dal 1997 quando a Berlino si tenne la prima notte bianca della storia, per l’occasione denominata “Notte Lunga dei Musei”, il connubio spettacoli e negozi aperti tutta la notte è diventato ormai una tradizione consolidata nelle città italiane, a partire da Roma che inaugurò la sua prima notte bianca nel 2003.

La notte bianca è un’occasione speciale per vivere la città, godere del clima festoso, assistere a spettacoli ed eventi culturali e conoscere un po’ più a fondo le bellezze del suo centro storico (o scoprirlo, se si viene da fuori). Inoltre, si può approfittare dell’apertura notturna dei negozi per dedicarsi allo shopping.

Lo stile dell’architetto veneto è riconoscibile anche a Bassano: ecco alcuni edifici storici che meritano di essere visitati

Andrea Palladio è stato uno degli architetti più importanti in Italia e il suo stile architettonico è stato ripreso, successivamente alla sua morte, anche all’estero. In Veneto, sono molte le opere riconducibili a suoi progetti. Su tutte spiccano le chiese e i palazzi di Vicenza e le splendide ville sparse nel territorio dell’allora Repubblica di Venezia, diventate col tempo patrimonio mondiale dell’Unesco.

Anche a Bassano del Grappa è possibile apprezzare lo stile dell’architetto padovano: appartengono al Palladio il famoso Ponte Vecchio, o Ponte degli Alpini, e Villa Angarano, poco distante dal centro cittadino.

Dürer, il Rinoceronte

Abbiamo tutti una passione, più o meno nascosta, un feticcio che facciamo fatica a celare anche a noi stessi. Che si tratti di un oggetto, di un essere vivente o di una sua parte del corpo, ognuno di noi ha un ‘vizio’, seppur platonico, per qualcosa.

Quello di Dürer era il Rinoceronte: all’epoca una creatura quasi fantastica, alla pari dell’Ippogrifo di Harry Potter, difficile da vedere e impossibile da trovare. Per i suoi contemporanei deve essere stato un vero e proprio shock vedere raffigurata questa creatura di cui tanto si parlava ma di cui non si conoscevano le sembianze. Animale a due teste? Drago sputafuoco?

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