Dürer, il Rinoceronte

Abbiamo tutti una passione, più o meno nascosta, un feticcio che facciamo fatica a celare anche a noi stessi. Che si tratti di un oggetto, di un essere vivente o di una sua parte del corpo, ognuno di noi ha un ‘vizio’, seppur platonico, per qualcosa.

Quello di Dürer era il Rinoceronte: all’epoca una creatura quasi fantastica, alla pari dell’Ippogrifo di Harry Potter, difficile da vedere e impossibile da trovare. Per i suoi contemporanei deve essere stato un vero e proprio shock vedere raffigurata questa creatura di cui tanto si parlava ma di cui non si conoscevano le sembianze. Animale a due teste? Drago sputafuoco?

In realtà l’animale ‘sbarcò’ placidamente a Lisbona nel 1515 quando il Re del Portogallo, Manuele da Lisbona, lo ricevette in dono dall’India dopo un viaggio di oltre quattro mesi. A Lisbona Dürer non ci andò mai: come riuscì a realizzare con tanta precisione la celebre xilografia non è un mistero. Le informazioni che ricevette a Norimberga sullo straordinario animale furono così dettagliate da realizzarne un’incisione che ebbe un successo inaspettato. Nonostante il corno sulla schiena e la pelle squamata, ma sono solo dettagli.

Dalla Cina a Bassano, passando per Venezia

Passano circa 500 anni e l’animale, in altra veste e foggia, arriva a Bassano del Grappa, direttamente dalla Cina passando per la Biennale di Venezia. È una fredda giornata di metà dicembre quando King Kong Rhino, realizzato dall’artista di Taiwan Li-Jen Shih, viene presentato al pubblico. Un’imponente installazione alta 8 metri di acciaio specchiato che dal belvedere di Palazzo Sturm veglia sui bassanesi in modo solenne e silenzioso.

I giochi sembrerebbero fatti se si arrivasse alla conclusione che la presenza dell’aitante animale è legata ad una xilografia dello stesso, oggi conservata nella collezione dei Remondini. Il cerchio si chiuderebbe pacificamente se non fosse che un altro piccolo tassello va ad arricchire questa storia.

Albrecht Dürer. La collezione Remondini

Dal 20 aprile, infatti, Palazzo Sturm risolverà l’arcano con una straordinaria mostra dove saranno esposte le più importanti incisioni dell’artista tedesco. Un omaggio al genio di Dürer reso possibile anche (e soprattutto) dalla dinastia dei Remondini che, tra ‘600 e ‘700, riuscirono a collezionare un importante numero di incisioni di artisti provenienti da tutto il mondo, Dürer compreso. La mostra celebrerà questa ricca collezione, svelando al pubblico la produzione dell’artista rinascimentale.

L’esposizione, a cura di Chiara Casarin e in collaborazione con Roberto Dalle Nogare, sarà uno degli eventi di maggior richiamo della primavera bassanese che, con l’occasione, darà la possibilità ai visitatori di ammirare la bellezza di Palazzo Sturm, ritornato al suo originario splendore dopo quasi un anno e mezzo di di lavori di restauro.

Lisbona, Norimberga, Cina, Venezia, Bassano. Il viaggio prosegue.

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